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Seguire l’evidenza ovunque essa porti fu il principio socratico a cui Antony Flew si è affidato per sviluppare i suoi famosi ragionamenti che sino al 2004 lo hanno portato  ad essere il maggior rappresentate della filosofia atea nel mondo. Dicevo sino al 2004 in quanto A. Flew, seguendo l’evidenza dei fatti, ha dovuto ricredersi e ha dovuto accettare ed ammettere l’evidenza: Dio esiste.

Il teorico dell’ateismo ha così affrontato uno di quei percorsi che  tutti gli uomini è sempre stato ostico, l’ammissione di un errore… e che errore. Per 50 anni Flew ha scritto, insegnato e dibattuto in tutto il mondo sul concetto che Dio era un’invenzione dell’uomo. Ma continuando nei suoi studi e nei suoi pensieri, ha seguito il suo pellegrinaggio della ragione passando dalla fede atea a quella in Dio.

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La Vera Chiesa

Qual è la vera chiesa di Gesù Cristo, e dove deve essere trovata? Questa è una difficile ma importante domanda, una domanda che ci dobbiamo fare se dobbiamo diventare membri della chiesa visibile. Molto spesso è una domanda a cui non è così facile dare una risposta.

Ciò che rende questa domanda ancora più difficile è la possibilità che una chiesa che una volta era la chiesa di Cristo diviene la falsa chiesa. Cristo avverte la chiesa di Efeso a riguardo di questa possibilità in Apocalisse 2:5.

Che la chiesa di Efeso era in pericolo di divenire la falsa chiesa è evidente dalla minaccia di Cristo di rimuovere il suo “candelabro.” Quei candelabri erano figure della vera chiesa, che bruciavano con l’olio dello Spirito (Zaccaria 4:1-6; Ebrei 1:9) e che esistevano come una luce nel mondo (Matteo 5:14). La chiesa di Efeso era in pericolo di perdere sia lo Spirito che la sua luce. Il fatto che la chiesa lì presente era minacciata con la rimozione del suo candelabro dal suo luogo significava che non sarebbe stata più di Cristo. Egli non avrebbe più camminato in essa (Apocalisse 1:12-13). Nella stessa maniera Cristo minaccia di sputare la chiesa di Laodicea fuori dalla Sua bocca (Apocalisse 3:16).

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Siamo alla vigilia di una svolta?

Scienziati escono allo scoperto sull’evoluzionismo

Sul quotidiano Libero del 3 novembre 2009 un servizio di Fausto Carioti presenta in anteprima il libro “Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”, a cura di Roberto de Mattei, vicepresidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Edizioni Cantagalli. Il libro raccoglie gli interventi tenuti in un convegno a porte chiuse che si è svolto a Roma lo scorso febbraio nella sede del Cnr. Un’occasione che ha visto a confronto biologi, paleontologi, fisici, genetisti, chimici, biologi e filosofi della scienza di livello internazionale.

(Testo completo al link: http://www.libero-news.it/articles/view/590447.)

Scrive Carioti:

“L’evoluzionismo non è più una teoria qualunque, da sottoporre a rischio di falsificazione, come richiesto dall’epistemologo Karl Popper per distinguere ciò che è scienza da ciò che non lo è. Esso è un dogma al quale si può aderire solo mediante atto di fede. Una metafisica, insomma. Proprio come quel “creazionismo” che degli evoluzionisti è il grande nemico. Con la differenza che chi difende l’ipotesi della creazione di solito lo fa con la Bibbia in mano, e non pretende di parlare in nome della scienza”.

“La stessa comunità scientifica è tutt’altro che concorde con le ipotesi sviluppate da Charles Darwin nell’Origine delle specie. La novità è che molti di questi scienziati adesso iniziano a rendere pubbliche le loro critiche” e affermare, come fanno i documenti che il Cnr sta per rendere pubblici, che il “corpus teorico dell’evoluzionismo fa acqua da tutte le parti”.

Nel convegno sono stati discussi tutti gli aspetti dell’evoluzionismo: dall’incompatibilità con la seconda legge della termodinamica e le sue implicazioni sia sull’origine della vita sia sull’evoluzione biologica, al problema dell’età della vita sulla Terra, dove “con nuovi metodi più attendibili, il periodo di sedimentazione dei fossili si rivela assai più breve di quanto creduto sinora e il tempo degli sconvolgimenti geologici si accorcia drasticamente”. Tanto da essere “insufficiente per l’evoluzione delle specie, come risulta concepita dai sostenitori dell’ipotesi evoluzionista”.

La verità, banale e meravigliosa allo stesso tempo, è che, come scrive de Mattei, “dal punto di vista della scienza sperimentale, entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare”.

di Mihael Georgiev

INTRODUZIONE

Attraverso la storia il cristianesimo ha sempre sostenuto che le parole della Sacra Scrittura sono ispirate e che questa ispirazione include ogni parte della Scrittura.

La Bibbia stessa si dichiara ispirata nella sua totalità. In 2 Timoteo 3:16, ad esempio, leggiamo che ”ogni Scrittura è ispirata da Dio”.L’ispirazione include ogni suo libro, tutti i particolari storici, geografici, genealogie, insegnamenti di Gesù, ecc., ogni sua parte.

Un’accusa comune nei confronti della Bibbia è che essa sia “piena di contraddizioni”, ma c’è una grande differenza fra contraddizioni reali e contraddizioni apparenti. Le prime non sono mai state provate, mentre le altre, in quanto apparenti, tendono a sparire alla luce di uno studio più approfondito del brano in questione. Non dobbiamo comunque mai dimenticare che “noi conosciamo in parte” (1 Corinzi 13:9), e che l’uomo non può presumere di poter comprendere o spiegare ogni cosa con alla propria mente.

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Avete mai pensato che la vostra fede sarebbe molto più forte e la vostra vita più santa se soltanto aveste potuto camminare con Gesù Stesso come gli apostoli, se aveste potuto vedere i Suoi miracoli, udito il Suo insegnamento, e Lo aveste potuto seguire in giro per la Galilea e la Giudea? Pietro ci dice che non dobbiamo pensare in questo modo quando chiama la Sacra Scrittura una “parola di profezia più sicura” (II Pietro 1:19). Noi abbiamo qualcosa migliore e più sicura di quanto ebbero gli apostoli che furono “testimoni oculari della sua maestà” (1:16). Pensate a questo! Potete immaginare un’affermazione più forte sul valore e la sufficienza della Sacra Scrittura?

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“Venerabili Padri e Fratelli.
Non è che tremando, ma con la coscienza libera e tranquilla davanti a Dio che vive e mi vede, che prendo la parola in mezzo di voi, in questa augusta assemblea.
Da che seggo qui con voi, ho con attenzione seguiti i vostri discorsi che si son fatti in quest’aula, sperando con vivo desiderio che un raggio di luce, scendendo dall’alto, illuminasse gli occhi del mio intendimento, e mi permettesse votare i canoni di questo santo concilio ecumenico, con perfetta cognizione di causa.
Penetrato della parte di responsabilità, di cui Dio mi chiederà conto, mi sono dato a studiare con la più seria attenzione gli scritti dell’antico e Nuovo Testamento, ed ho domandato a questi venerabili monumenti della verità, di farmi conoscere se il santo Pontefice che ci presiede è veramente il successore di S. Pietro, Vicario di G. C. e dottore infallibile della Chiesa.

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“Egli abiterà in luoghi elevati, le rocche fortificate saranno il suo rifugio; il suo pane gli sarà dato, la sua acqua gli sarà assicurata” (Isaia 33:16).

Dubiti, Cristiano, dubiti che Dio adempia la Sua promessa? La rocca fortificata sarà abbattuta dalla tempesta? Oppure mancherà il cibo nei magazzini del cielo?

Pensi che il tuo Padre celeste, nonostante sappia che hai bisogno di cibo e vestiti, si dimenticherà di te? Se neppure un passero cade al suolo senza che il tuo Padre lo sappia, e i capelli stessi del tuo capo sono tutti contati, non avrai fiducia e dubiterai di Lui?

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15 “Fratelli, io parlo secondo le usanze degli uomini: quando un testamento è stato validamente concluso, pur essendo soltanto un atto umano, nessuno lo annulla o vi aggiunge qualcosa. 16 Le promesse furono fatte ad Abraamo e alla sua progenie. Non dice: «E alle progenie», come se si trattasse di molte; ma, come parlando di una sola, dice: «E alla tua progenie», che è Cristo. 17 Ecco quello che voglio dire: un testamento che Dio ha stabilito anteriormente, non può essere annullato, in modo da render vana la promessa, dalla legge sopraggiunta quattrocentotrent’anni più tardi. 18 Perché se l’eredità viene dalla legge, essa non viene più dalla promessa; Dio, invece, concesse questa grazia ad Abraamo, mediante la promessa” (3:15-18)..

Le benedizioni del perdono, della rigenerazione e della salvezza in eterna comunione con Lui sono un dono che Dio fa ai peccatori che si affidano al Signore e Salvatore Gesù Cristo. Esse sono grazia, espressione dell’incondizionata generosità di Dio,non qualcosa che sia “da meritare” attraverso l’osservanza della Sua legge.

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Una delle pagine meno conosciute della Riforma è il martirio degli Ugonotti francesi emigrati in Florida nel XVI sec., 56 anni prima dello sbarco dei Pellegrini sulle coste del Massachussets. Nel 1564 un gruppo di circa 300 Ugonotti, come erano noti all’epoca i Protestanti Riformati Francesi, animati da forti motivazioni religiose e guidati da Rene de Laudonniere sbarcarono sulla costa nord-orientale della Florida, sulle rive del fiume St. John.

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La chiesa cattolica insegna che essa è l’unica depositaria delle dottrine di Gesù Cristo, in quanto gli insegnamenti affidati in origine da Cristo agli apostoli sarebbero stati tramandati attraverso una serie ininterrotta di discendenze fino ai vescovi cattolici del nostro tempo. La chiesa cattolica, in sostanza, si reputa superiore alle altre chiese, e sottolinea che i cristiani non appartenenti alla chiesa romana (come gli evangelici, le chiese protestanti o gli ortodossi) non hanno nulla a che fare con questa discendenza.

Costoro dimenticano che non si diventa discepoli di Cristo per discendenza, attraverso reali o ipotetiche genealogie dalle quali dobbiamo stare alla larga (1 Timoteo 1:4; Tito 3:9). La parola stessa “Cristiano” significa “discepolo di Cristo” (Atti 11:26).
A ogni credente che vuol essere un Suo discepolo, Gesù ha detto di portare ogni giorno la propria croce, ubbidendo a Lui (Luca 14:33). Così fecero e fanno ancora oggi tanti anonimi credenti in ogni parte del mondo, dedicando la loro vita al loro Signore che li ha amati sacrificando Se stesso per salvarli. Già solo tra i primi cristiani leggiamo di discepoli come Mnasone di Cipro (Atti 21:16), Anania (Atti 9:10), o Giuseppe d’Arimatea (Matteo 27:57), forse sconosciuti, ma chiamati inequivocabilmente discepoli. A loro, come a tutti noi che crediamo e ubbidiamo in tutto ciò che il Signore Gesù ha insegnato, sono rivolte le Sue parole, i Suoi insegnamenti, i Suoi comandamenti (tra cui quello di annunciare il Vangelo, in Marco 16:15, e quello di dimorare in Lui giorno per giorno per portare frutto alla Sua gloria, Giovanni 15:2,8).

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